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IL LARIO · GIORNALE INDIPENDENTE DEL LAGO DI COMO

Il Lago di Como visto dalla città di Como.
Il Lago di Como visto dalla città di Como. © Krzysztof Golik / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il Lario chiude l'anno idrologico al 36,5 per cento di riempimento

L'Osservatorio ANBI sui dati ARPA Lombardia: la Lombardia chiude con un deficit delle riserve superiore al 24 per cento. Ottobre porta piogge, ma per la regione dei laghi i modelli non danno certezze.

L'anno idrologico 2025-2026 si chiude con il segno meno per il Nord Italia, e il Lago di Como non fa eccezione. Secondo l'ultimo Osservatorio ANBI sulle risorse idriche, riportato all'inizio di ottobre, la Lombardia chiude con un deficit annuale superiore al 24 per cento, pari a quasi 350 milioni di metri cubi in meno nelle riserve idriche, sulla base dei dati ARPA Lombardia. Tra i grandi laghi, il Lario risulta al 36,5 per cento di riempimento: meglio del Verbano (21,3 per cento), peggio del Benaco (45 per cento) e del Sebino (67,1 per cento).

Il quadro non nasce dall'oggi. Il bollettino riserve idriche di ARPA Lombardia con situazione al 26 luglio 2026 (emesso il 30 luglio) registrava già un calo settimanale del volume invasato nel lago di Como del 36 per cento, con gli invasi artificiali dell'Adda-Mera-Lario in diminuzione del 12,5 per cento. Temperature ancora elevate, corsi d'acqua in sofferenza e una riserva nivale scarsa hanno accompagnato tutta la stagione: il deficit, in altre parole, si è costruito mese dopo mese.

Il primo bacino del Lario: i livelli dei grandi laghi restano sotto osservazione.
Il primo bacino del Lario: i livelli dei grandi laghi restano sotto osservazione. © Krzysztof Golik / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Ottobre, il mese delle piogge: ma basteranno?

Le previsioni stagionali per ottobre indicano precipitazioni abbondanti sulla pianura, in particolare su Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma proprio sulla regione dei laghi lombardi, quindi sul Lago Maggiore e sul Lago di Como, il modello matematico europeo (ECMWF) prevede precipitazioni inferiori alla media. Lo stesso rapporto avverte però che il dato è tutto da verificare: quelle sono, di norma, le aree dove si registrano le piogge maggiori, anche quando ne vengono previste di minori. In sintesi: ottobre dovrebbe portare acqua, ma per il Lario non c'è ancora una previsione affidabile di recupero.

La spiaggia di Piona a Colico, sull'Alto Lario.
La spiaggia di Piona a Colico, sull'Alto Lario. © Olgierd Rudak / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il confronto con gli altri grandi laghi lombardi mostra un Nord a due velocità: il Verbano al 21,3 per cento e il Lario al 36,5 restano i più in sofferenza, mentre Benaco e Sebino tengono meglio. Sono numeri che fotografano la fine dell'anno idrologico, non una previsione: molto dipenderà da come l'autunno distribuirà le piogge tra pianura e Prealpi, proprio dove nascono gli afflussi che alimentano i laghi.

L'ANBI richiama l'attenzione su un tema doppio, che riguarda anche il nostro lago: da un lato la scarsità d'acqua, dall'altro precipitazioni sempre più irregolari, capaci di scaricare grandi quantità d'acqua in tempi molto brevi e su aree ristrette. È la combinazione che rende la gestione delle riserve sempre più delicata: servono invasi che trattengano l'acqua quando arriva, e una regia attenta quando manca.

Per i lettori del Lario, il messaggio pratico è duplice. Nessuna allerta al momento: i livelli restano quelli di un'annata difficile, non di un'emergenza. Ma l'anno idrologico che si è chiuso lascia un'eredità pesante, e l'autunno sarà decisivo per capire se le riserve ripartiranno. Continueremo a seguire i bollettini ARPA Lombardia e i dati dell'Osservatorio ANBI nelle prossime settimane.

Davide Moretti
Redattore territorio e cultura