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IL LARIO · GIORNALE INDIPENDENTE DEL LAGO DI COMO

Lariofiere di Erba: qui, nell'ottobre 2025, l'assemblea congiunta delle due associazioni annunciò l'avvio del percorso verso la Confindustria unica.
Lariofiere di Erba: qui, nell'ottobre 2025, l'assemblea congiunta delle due associazioni annunciò l'avvio del percorso verso la Confindustria unica. © Paolo Bosca / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Confindustria Como ferma il percorso verso l'aggregazione: salta la fusione con Lecco e Sondrio

Il Consiglio di Presidenza ha preso atto che non sussistono le condizioni per il progetto di Confindustria unica interprovinciale, annunciato un anno fa a Lariofiere. L'associazione: proseguiremo comunque sulla strada delle collaborazioni.

Niente matrimonio a tre sulle sponde del Lario. Confindustria Como ha interrotto il percorso avviato con Confindustria Lecco e Sondrio per arrivare a un'unica associazione interprovinciale. Lo ha comunicato l'associazione comasca in una nota, riportata da La Spola: trascorso il periodo esplorativo previsto per verificare, su mandato del Consiglio Generale, la sussistenza delle condizioni necessarie alla realizzazione del progetto, il Consiglio di Presidenza ha preso atto che tali condizioni non sussistono.

Il percorso era stato avviato esattamente un anno fa. Il 10 ottobre 2025, in occasione dell'assemblea generale congiunta a Lariofiere di Erba, i presidenti Gianluca Brenna (Confindustria Como) e Marco Campanari (Confindustria Lecco e Sondrio) avevano annunciato l'avvio del progetto di aggregazione, con il sostegno del presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. L'obiettivo dichiarato era ambizioso: entro la primavera del 2027 una nuova territoriale unica per Como, Lecco e Sondrio. Come aveva detto Campanari all'assemblea, secondo quanto riportò Il Diario del Lavoro: nella primavera del 2027 nascerà un nuovo soggetto, una nuova territoriale di Confindustria unica tra Como, Lecco e Sondrio.

Como vista dal lago: qui ha sede Confindustria Como, che ha interrotto il percorso verso l'aggregazione interprovinciale.
Como vista dal lago: qui ha sede Confindustria Como, che ha interrotto il percorso verso l'aggregazione interprovinciale. © Ray Swi-hymn / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

I numeri in campo spiegavano l'ambizione del progetto. Le due associazioni, insieme, contano circa 700 imprese associate e rappresentano tre province che generano, nelle parole di Campanari riportate da Il Diario del Lavoro, più o meno 35 miliardi di valore aggiunto: una parte importante della Lombardia e del Paese. Un soggetto unico si sarebbe posizionato tra le prime dieci associazioni territoriali del sistema Confindustria per dimensione.

Il no del Consiglio di Presidenza

Il lungolago di Lecco: qui ha sede Confindustria Lecco e Sondrio, l'altro soggetto del percorso interrotto.
Il lungolago di Lecco: qui ha sede Confindustria Lecco e Sondrio, l'altro soggetto del percorso interrotto. © Davide Mauro / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La decisione è arrivata dopo il lavoro di approfondimento e confronto sui diversi aspetti organizzativi, associativi e strategici connessi all'ipotesi di integrazione tra le due associazioni. Trascorso il periodo esplorativo, il Consiglio di Presidenza ha preso atto che le condizioni necessarie alla realizzazione del progetto non sussistono: la Confindustria unica di Como, Lecco e Sondrio non si farà.

Nella nota, l'associazione comasca sottolinea comunque che il percorso compiuto ha rappresentato un'importante occasione di confronto e di riflessione sul futuro della rappresentanza industriale, contribuendo a mettere a fuoco nuove opportunità di sviluppo del territorio a beneficio delle imprese associate. E conclude: proseguiremo comunque sulla strada delle collaborazioni.

Come ricorda Il Giorno, Lecco e Sondrio restano associate tra loro: il matrimonio a tre si ferma prima delle nozze, che secondo i piani avrebbero dovuto essere celebrate entro la primavera del 2027. Il fidanzamento era stato sancito nell'ottobre del 2025, quando Campanari aveva annunciato che entro la fine del 2026 le assemblee straordinarie delle due associazioni avrebbero approvato il testo del progetto di aggregazione. Le condizioni, un anno dopo, non ci sono più.

Chiara Colombo
Redattrice economia